L’Abbazia di Cluny fu fondata nel 910 dal duca di Aquitania Guglielmo I, detto il Pio, che donò alcune sue proprietà fondiarie all’abate Bernone, incaricandolo di costruirvi un monastero. I monaci che vi si stabilirono adottarono la regola benedettina.

Con il tempo l’Abbazia di Cluny crebbe d’importanza e sul finire dell’XI secolo venne considerata come una delle capitali più importanti della cristianità d’Europa, divenendo un modello da seguire e “casa-madre” di una serie di affiliazioni monastiche, a capo di una rete di ben oltre 1400 monasteri dipendenti con circa 10.000 monaci sparsi in tutta Europa. L’abate allora in carica, Ugo di Semur, decise quindi di avviare l’edificazione di una chiesa abbaziale che rappresentasse non solo il potere di Dio sulla terra, ma anche il potere di Cluny. Nel 1088 iniziarono i lavori della Maior Ecclesia, la più grande chiesa romanica mai costruita in Europa.

Cluny, oltre a essere un grande complesso spirituale e amministrativo, fu anche un importantissimo centro culturale, stimolando la circolazione oltre i confini nazionali di persone, libri, idee artistiche e conoscenze scientifiche. Attraverso le loro scuole e scriptoria, i monasteri cluniacensi contribuirono a diffondere l’alfabetizzazione e l’apprendimento in molti regioni europee; istruirono inoltre alcuni degli insegnanti e leader intellettuali più brillanti del loro tempo, come Pietro il Venerabile. Molti abati cluniacensi, altamente considerati come consiglieri spirituali e politici per regnanti, nobili e papi, hanno svolto un ruolo cruciale nella politica e diplomazia internazionale, spesso cercando risoluzioni pacifiche ai conflitti, promuovendo l’idea della “Pace di Dio”. Con la Rivoluzione francese l’Abbazia, già da tempo in declino, subì saccheggi, furti e depredazioni. Molti degli edifici che componevano la Maior Ecclesia furono rasi al suolo, gli archivi e il patrimonio librario custoditi nella grande biblioteca vennero dati alle fiamme, i beni confiscati e le rovine dell’abbazia utilizzate come cave di materiali da costruzione. I resti che ci sono giunti, tra i quali il braccio sud del grande transetto, la cinta muraria e le sue torri, gli edifici conventuali settecenteschi, nonostante rappresentino meno del 10% dell’insieme delle strutture originali, ci possono dare un’idea dell’impressionante vastità del complesso abbaziale.

Attualmente l’Abbazia di Cluny è gestita dal Centre des monuments nationaux francese e ha ottenuto il riconoscimento del Marchio del patrimonio europeo nel 2014. Il progetto presentato per l’occasione mirava a elevare il profilo del sito su scala europea, comunicando il tema “Cluny in Europa” a diversi livelli di target, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, quali i sistemi di realtà aumentata che permettono la rappresentazione della visione restaurata del monumento originale, lo sviluppo di programmi e laboratori appositi per i bambini, l’organizzazione di conferenze internazionali su una varietà di argomenti legati alla storia di Cluny, la creazione di sinergie con artisti locali e altri siti per promuovere creazioni artistiche contemporanee.

Collegamenti esterni:

Sito web dell’Abbazia di Cluny

Pagina del sito della Commissione europea dedicata all’Abbazia di Cluny